Mercoledì 28 Settembre 2016
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LA TRANSUMANZA DELLE RENNE

 

  IL POPOLO NENET - YAMAL (Siberia)


 

  

Le foto di questo reportage sono state scattate nella regione Yamal-Nenets che si trova nella pianura siberiana occidentale abitata dai Nenets, un popolo che in parte ancora vive dell'allevamento delle renne nella tundra e che pratica ancora il nomadismo seguendo le rotte di migrazione del bestiame.

Oggi, solo il 10% dei popoli tribali siberiani vive una vita nomade o semi-nomade, mentre 30 anni fà la percentuale era addirittura del 70%. Sono sopravvissuti agli zar, alle rivoluzioni comuniste ed a quelle liberiste grazie all'ambiente assai rigido in cui vivono.

Le tende dei Nenets sono molto simili a quelle dei nativi americani, hanno un sistema di montaggio-smontaggio molto veloce e sono ricoperte di pelli di renna e teli di feltro. All'interno c'è una stufa alimentata con legna di betulla che mantiene caldo l'ambiente.

La renna è il fulcro della vita dei Nenets, la carne è importante per l'alimentazione e per l'economia di questo popolo, le pelli nella vita di tutti i giorni per le tende, le slitte e parte dell'abbigliamento.

Ora sulla popolazione Nenets, che vive nella penisola ghiacciata di Yamal in Russia, si allunga l'ombra dell'industria energetica: si trova, infatti,sotto i piedi enormi giacimenti di gas. Il gigante di stato russo Gazprom ha già pianificato di trivellare l'intera regione Yamal, dove si trovano riserve sufficienti a coprire il fabbisogno mondiale per cinque anni. Tutto questo al prezzo di inquinare la tundra ed allontanare i nativi.

"Per i miei nipoti" dice un anziana Nenets "voglio che la nostra terra resti com'è: con la sua bellezza intoccabile, con le sue renne. Così anche i miei nipoti possono continuare a badare alle renne. Spero che Gazprom non ci cacci da qui."  

Le immagini nella photo gallery>sezione reportage>nenets yamal

 


 

ADRIAN IL MIO NOME

     

    

 

A D R I A N

Il sole è già alto quando Adrian rientra dal mercato con i figli Emilian e Petru.

Le due capre vendute permetteranno alla sua numerosa famiglia di far fronte alle necessità di ognuno con parsimonia e dignità.

Tra qualche giorno sarà il compleanno di Alina, la più piccola e Adrian ha in mente di festaggiare con una grande torta i suoi due anni.

All'arrivo del carro trainato da Felix, il giovane puledro bianco, alcune figlie sono uscite nel cortile. C'è anche Cosmina, la nuora, che ha in braccio Bjorg ed è in dolce attesa del secondo figlio che nascerà fra tre mesi. All'interno della casa, dove in quattro anguste stanze vivono in diciassette, le figlie più piccole sono ancora rannicchiate in un fetido letto posto in cucina dove una pentola, divenuta nera dal fuoco ed il fumo, è posata sulla stufa a legna. Sopra, in bella vista appese ad un filo, logore vesti ciondolano dal soffitto.  

Nella stanza da letto adiacente Radu, il maggiore dei figli, sta ancora dormendo. Come altri suoi coetanei avrebbe voluto emigrare all'estero e trovare un lavoro dignitoso. Ma la crisi e le sue origini gitane hanno infranto questo sogno. Spesso si ubriaca e diventa irascibile e aggressivo con gli altri. Solo suo fratello Lucian, il marito di Cosmina, riesce a calmarlo. In fondo lui lavorando sodo nei campi , allevando capre e polli, riesce a tirare avanti la sua famiglia!

Con loro vivono anche Dragomir, il fratello di Adrian e sua cognata Denise. Non hanno avuto figli, la moglie fortunatamente è sterile.

Mi avvicino ad Adrian, al quale Emio ha pensato di regalare una bottiglia di Syrah e della pasta di grano duro. Lui vuol ricambiare e tirando fuori da un sacchetto di plastica alcune manciate di carne secca ci invita a condividerla con lui. Ringrazio, ma ormai si è fatto tardi......sarà per la prossima volta!

il mio nome

 

 

   

   

 

 

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